Divento lo spartito dello spavento:
lo spartito spietato dello spavento:
lo spartito spietato della sparizione.
Lezioni di crudeltà, Andrea Leone
Poiesis editore, Bari, 2010
donato da Poiesis editrice
di Michelangelo Zizzi (…) In Lezioni di crudeltà non vi è infatti macchina semiotica; e non vi è perché il poeta è la poesia e non fa la poesia; del resto semiotizzare il mondo è il risultato di un distacco avvenuto con esso; del resto la semiosi nasce dal sistema di democratizzazione dei segni: ed invece i veri poeti sono antidemocratici, antidemocratici soprattutto rispetto a se stessi. LEGGI TUTTA LA PREFAZIONE
Poesia fondativa, alta, quella di Andrea Leone, contrassegnata da una parola che si staglia incontaminata nel suo essere. Poesia non di una voce, ma della voce. Poesia che nomina e nominando genera ciò che resterà, la perfezione, l’immortalità luttuosa ma anche luminosa del nostro destino. LEGGI TUTTO L’INTERVENTO di Mauro Germani
Ed è il tempo che non lascia scampo, questo, un tempo infimo, misero, privo di grandezza, di altezza eroica, di gesta atletiche, un tempo che ammala con le malattie definitive della razza umana. LEGGI TUTTA LA RECENSIONE di Gianpaolo G. Mastropasqua
Organismo dell’inizio,
organismo dell’ordine,
rivelo l’unico
segreto del secolo.
Feste della fine,
miracolo morente calcolo
gli errori, gli annali
dei troppi nomi corrotti.
L’anno dissacrato, dissezionando.
Gli eroi della stagione,
nei gemelli della forza scelta,
nei fratelli della frequenza.
Le case invase,
le cerimonie della crudeltà,
il segreto del tempo.
Il gesto violento,
l’estrema giovinezza
geniale del gelo,
fatta di una scomparsa esatta.
Il diluvio del lutto in un attimo.
L’antico invito dell’impero
In alto,
ora che sono stato
visto da un altro,
visto dal tempo
che non lascia scampo,
visto dal Dio del primo teatro.

