Condivido con piacere due scritture diverse eppure penso in parte collimanti. La prima ci riguarda da vicino: Paolo Polvani infatti mi a chiesto di raccontagli qualcosa sull’avventura di PoEtica a un anno dalla fondazione. La seconda è una mia riflessione su invito di Francesca Matteoni riguardo una non famosissima favola di Andersen, Il guardiano dei porci. Buona lettura!
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Infine, ci sarebbe anche un discorso più sottile da fare riguardo la passione che tiene accesa la luce di PoEtica e cioè la ricerca di quale sia l’applicazione della poesia nel quotidiano, se ci sia questa applicazione ulteriore, oltre il leggerla per proprio conto, o andare in una libreria a ascoltare un poeta leggere i suoi versi. Perciò abbiamo pensato alla raccolta di un Fondo Librario di Poesia che fosse accessibile a tutti e che ora con nostra grande gioia è stato patrocinato da Biblioteche di Roma. E a un progetto di doposcuola che abbiamo già presentato al Comune di Morlupo RM. L’idea è quella di creare un pretesto, attraverso un luogo, in cui anche le stanze hanno i nomi dei poeti e le porte sono tappezzate dai loro volti e in questo modo cercare di fare intendere soprattutto ai più giovani, ma non solo, quale alternativa può dare, una conoscenza non scolastica e un po’ più approfondita della poesia, in un momento in cui il disagio sociale sta avendo la meglio anche sulla speranza. Leggi tutto
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Una delle mie storie preferite è Il guardiano dei porci. Ma è diventata preferita abbastanza di recente come frutto di una circostanza assonante al periodo in cui mi è capitato di leggerla. Non l’ho letta quando ero bambina. Né mi è stata raccontata. Né l’affezione per questa storia mi riporta all’infanzia passando per una madre che legge, ma piuttosto a una circostanza in cui sono io la madre che leggendo incorre in qualche recondita ricaduta, nell’attraversare quella storia, non come una fiaba ma come una metafora incredibilmente sorprendente, riguardo l’invisibile. Leggi tutto
